Ti ci porto io!

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La Sicilia che non ti aspetti. Un weekend tra i Monti Sicani.

Questo preciso momento storico, sta limitando molto la nostra vita e i nostri spostamenti e lo farà anche in futuro e cambierà anche il nostro modo di viaggiare.

L’animo del viaggiatore è inquieto, “chissà se potrò mai visitare quella città esotica che tanto mi piace”.

Miei cari viaggiatori, vi sono vicina, per questo voglio regalarvi qualche spunto per la prossima vacanza.

Voglio citare Alberto Angela nel suo toccante appello : «Quando tutto sarà finito premiate l’Italia».

In questo articolo vi porterò in una zona d’Italia poco conosciuta, ma di una straordinaria bellezza.

È tempo di inziare a pensare ad un turismo lento e sostenibile, ma anche ad un posto fantastico dove passare le vacanze!

I Monti Sicani

Lontana dalle città d’arte e dalle spiagge assolate, una sicilia interiore, quasi invisibile,i paesaggi sono modellati dal lavoro instancabile dei contadini.

Qui restano immutati i valori antichi della famiglia e della solidarietà, ma soprattutto l’attaccamento alla terra.

Questo rapporto, a volte morboso, è il risultato di anni di lotta contadina.

Dopo anni di sfruttamento e povertà, nel 1950 venne approvata la riforma agraria, che segnò la fine dei latifondi, feudi e dei galantuomini.

Le zone che contavano più feudi erano le province di Palermo, Girgenti (oggi Agrigento) e Caltanissetta.

Questo giustifica l’attaccamento e l’amore che l’uomo ha verso questo territorio.

Come Arrivare

Destinazione Santo Stefano Quisquina, parte da qui il nostro viaggio.

Arrivati all’aeroporto di Palermo vi consiglio di noleggiare una macchina e percorrere la Palermo-Agrigento, uscire e superare Lercara Friddi, giunti al bivio di Filaga seguire in direzione Agrigento(vabbè usate il navigatore😊).

La strada, a tratti tortuosa, vi regalerà paesaggi straordinari.

Paesaggi Sicani.

Prima di entrare nel piccolo centro cittadino, vi consiglio una sosta al teatro Andromeda.

Teatro Andromeda

https://teatroandromeda.it/

Sospeso a 1000 metri, nel cuore dei Monti Sicani, un teatro costruito interamente in pietra.

Teatro Andromeda

È il capolavoro visionario del pastore-scultore Lorenzo Reina, un uomo che è riuscito a regalare un anima ad un luogo magico (ma quasi dimenticato).

Il teatro ha un palco circolare e dei posti a sedere con dei blocchi di pietra che riproducono la forma della Costellazione di Andromeda , (il numero di posti a sedere uguale alle stelle della costellazione).

Andateci e restate lì fino al tramonto.

Dopo la sosta al teatro Andromeda, continuiamo il nostro tour Sicano raggiungendo la seconda tappa.

Santo Stefano Quisquina

Un delizioso paesino circondato dal verde a circa 732 metri sul livello del mare, conosciuto anche perché la sua storia si intreccia con quella della “Santuzza”, (Santa Rosalia) famosa per aver liberato Palermo dalla peste (al tempo del Covid-19, la storia diventa ancora più interessante da approfondire😉) e per l’eccellenza dei prodotti caseari.

Regola n.1 : Una volta arrivati, abbandonate l’automobile e girate a piedi.

Vi ritroverete in un ambiente rilassato e letteralmente circondati dai Monti e dall’aria buona (un lusso di questi tempi).

Mentre girate indisturbati tra i vicoli, vi consiglio una sosta in una delle tante botteghe che si trovano in giro per il paese, alla ricerca dei famosi formaggi dei Monti Sicani.

Lì, vi renderete subito conto della cordialità e l’ospitalità delle persone. Vi assicuro che tra una chiacchierata e un’altra, qualcuno vi offrirà l’aperitivo e se siete fortunati anche la cena😊.

Alzando lo sguardo, noterete una chiesa sulla cima della montagna, è la Chiesa di San Calogero, un piccolo gioiellino collocato sul monte, facilmente raggiungibile in auto, da lì si può ammirare un bellissimo panorama.

Una volta terminato il giro del centro, prendete l’automobile e spostatevi verso l’Eremo.

L’eremo di Santa Rosalia (alla Quisquina).

Eremo di Santa Rosaria.

Situato a pochi km dal centro cittadino, nel cuore della Parco dei Monti Sicani, a mille metri di altitudine si trova questo posto straordinario, tra luci ed ombre, custodisce un fascino magico.

Andrea Camilleri, nel suo libro “Le pecore e il pastore”https://sellerio.it/it/catalogo/Pecore-Pastore/Camilleri/824 racconta la storia di due conventi, uno è proprio l’eremo a Santo Stefano di Quisquina, luogo dell’attentato nel 1945 contro Monsignor Peruzzo vescovo di Agrigento. Voglio che questa affascinante lettura vi accompagni durante il viaggio, la maestria del racconto di Camilleri, vi farà cogliere meglio il fascino di questi luoghi belli e a tratti misteriosi.

Come vi accennavo all’inizio, un’altra importante vicenda ha travolto questo luogo tra il 1150 ed il 1162, qui si rifugiò in una grotta la “Santuzza”. Rosalia, all’età di quattordici anni, sfuggì a un matrimonio combinato organizzato dai suoi genitori. La giovane eremita visse qui per dodici anni. Concluso quel periodo di castità e penitenza tornò a Palermo per ritirarsi in un’altra grotta.

E’ un posto consigliato anche per chi come me non ama i luoghi di culto e pellegrinaggio. Verrete catturati dalla pace e il silenzio, circondati da paesaggi straordinari.

Dove dormire :

B&B Casa Quisquina

https://www.airbnb.it/rooms/29892678?s=67&unique_share_id=7efb2fd2-984b-4a49-9f42-6fc02824f854

Lasciamo Santo Stefano per dirigerci verso Burgio, un antica città con la tradizione della ceramica e delle campane.

Burgio

Fondata dopo l’anno 1000, sulle rovine dell’antica città Sicana di Scirtea, successivamente conquistata dai musulmani, fu poi ripresa dai Normanni. Insomma, da qui sono passati tutti, quindi perchè non fare un giro anche noi?

Burgio.

Perdetevi tra i vicoli, parlate con la gente, osservate il panorama, contemplate il silenzio e subito dopo tuffatevi alla scoperta dell’artigianato locale.

Ad esempio Burgio è chiamata la città delle campane.

Si, proprio le campane! Esiste infatti una delle fonderie più importanti d’italia, l’unica della Sicilia. A fondarla, nel 1500, fu il capostipite della famiglia Virgadamo, la sua maestria si è tramandata, di padre in figlio, facendo sì che la fabbrica divenisse un simbolo dell’artigianato italiano.

Ancora oggi è possibile visitare la fabbrica, vi consiglio andare alla scoperta di un mondo affascinante qual è quello della creazione del suono delle campane di Burgio.

Campane Virgadamo http://www.campanevirgadamo.it/

Dopo le campane, passiamo al mondo della ceramica.

Grazie alle cave d’argilla presenti in loco, che per secoli ha alimentato la capacità di creare dal nulla manufatti di pregevole fattura. Sono nate numerose botteghe e la maestria degli artigiani ha moltiplicato negli anni le produzioni di terracotta smaltata che, via via, si è arricchita di nuovi disegni.

Vi consiglio una visita nell’officina dei fratelli Caravella, fondata nel 1857, da Antonino Caravella. Qui si può ammirare la “balata” sulla quale viene impastata la creta, il tornio che viene fatto girare con i piedi e l’enorme fornace dove vengono cotte le ceramiche.

È affascinante ammirare le antiche forme dei vasi : “Bummulu”, “limmuna”, “iemma”, burnìa”,”grasta”. Oggetti di uso quotidiano nelle case contadine, ma ormai quasi in disuso nelle abitudini moderne.

Ceramiche Caravella

Vicolo Garella, 17, 92010 Burgio AG

E dopo aver fatto un po’ di acquisti , (io personalmente ho acquistato una bellissima saliera) si parte verso Caltabellotta!

Caltabellotta

Caltabellotta si trova a 950 metri s.l.m, così bella che sembra un antico presepe. 

È una delle città più antiche della Sicilia, con un passato ricco di vicende e testimonianze di civiltà. Tra le sue pietre hanno camminato i Sicani, i greci, i romani poi gli arabi, normanni, angioini e aragonesi. Civiltà che hanno lasciato una impronta indelebile in questo posto aggrappato su una spettacolare rocca.

Una volta arrivati, avventuratevi in macchina fino alla cima della città, fino ad arrivare al castello.

CASTELLO DEL CONTE LUNA (O DELLA REGINA SIBILLA).

Via San Pellegrino – Caltabellotta (AG)

Aperto tutti i giorni

I normanni si impossessarono di Caltabellotta nel 1090, e dopo aver distrutto la fortezza araba, edificarono questo Castello.

Da qui godrete di una vista mozzafiato che spazia a sud, da Capo Bianco fino all’isola di Pantelleria, e a nord verso le valli e le vette dei Monti Sicani.

Vi aspetta una bella ed entusiasmante salita lungo una ripida scalinata incastonata nella roccia, raggiungere la vetta a quota 949 metri, comunemente detta “il Pizzo”.

Arrivati fino in cima, il vostro sguardo spazierà a 360 gradi, fermatevi ad ammirare il paesaggio che va dall’entroterra siciliano fin dentro il mare africano.

Una volta concluso il giro turistico, ricordati di fermarti in una delle tante pasticcerie locali(per recuperare le energie perse..), dove potete assaggiare i dolci siciliani a base di ricotta, uno dei prodotti tipici del paese.

Vi consiglio di passare una notte in qui, per poi ripartire riposati verso il mare. Ho trovato delizioso questo B&B con una vista mozzafiato, vi lascio il link :

Dove dormire

B&B Sotto le stelle

https://www.bbsottolestelle.it/location/

2 giorno

Dopo il tour montano ci dirigiamo verso il mare, oggi vi porterò a visitare la scalinata naturale più famosa del mondo.

La scala dei turchi.

Questa abbagliante scogliera di marna bianca, ha assunto l’aspetto di una scalinata grazie all’erosione del vento. Con il suo mare e i limpidissimi fondali, resta la parte della Sicilia più suggestiva.

La Scala dei Turchi prende il nome dai pirati Saraceni, (impropriamente chiamati Turchi), che nel ‘500 usavano approdare sulla scogliera per saccheggiare i villaggi della costa tipo l’attuale Realmonte.

Questa scogliera si erge sopra delle spiaggette di sabbia dorata, preparatevi a fare il bagno! Per raggiungerle occorre passeggiare lungo la scala di pietra calcarea, il panorama è bellissimo, abbraccia tutta la costa di Agrigento fino a Capo Rossello.

Vi consiglio di restare lì fino al tramonto, macchina fotografica alla mano, garantisco scatti “instagrammabili”da centinaia di like😉.

Il mio tour Sicano termina qui, spero di essere riuscita a trasmettervi la bellezza che io vedo in ogni angolo di questi luoghi fermi nel tempo.

Roberta Cuccia

Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natia circondata dal mare immenso e geloso“. (Luigi Pirandello)

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2 risposte a “La Sicilia che non ti aspetti. Un weekend tra i Monti Sicani.”

  1. Avatar Dianne Cannella
    Dianne Cannella

    Possible in English?

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  2. Avatar Dianne Cannella
    Dianne Cannella

    Me piacere Sicilia tanti!!!

    "Mi piace"

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