Ti ci porto io!

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  • Un weekend a Palermo tra storia, cultura e street food.

    E’ difficile descrivere con le parole le sensazioni che questa città ti scatena. Camminando tra i vicoli puoi ancora sentire la presenza costante dei suoi precedenti dominatori, Greci, Fenici, Arabi e Normanni, per citarne alcuni. Le tracce del loro passaggio sono indelebili e riempiono la città di un fascino particolare.

    La sua storia millenaria e il susseguirsi di dominazioni, hanno regalato a questa città un patrimonio artistico e monumentale unico al mondo, che insieme al clima e alle bellezze naturali fanno di Palermo una tappa obbligatoria per un soggiorno in Sicilia.

    Teatro Massimo, Palermo.

    Palermo, chiamata dai greci Panormus (tutto porto) ha origini antichissime, i primi insediamenti di essere umani risalgono all’età preistorica, ma il primo stanziamento urbano risale al VIII secolo A.C con i Fenici, i primi ad amare la conca d’oro dove sorge Palermo, decisero di chiamare la città Zyz (fiore).

    Da lì fu un susseguirsi di dominazioni, ma furono i Bizantini a portare a Palermo l’arte e il decoro, infatti, ritroviamo ancora gli intarsi marmorei e i mosaici dorati dell’epoca nella Cappella Palatina e nella Chiesa della Martorana.

    Storicamente Palermo è una città che ti accoglie, ti avvolge e ti sfama. La cultura dell’accoglienza ha infatti origini antichissime, furono i Normanni che dopo l’invasione nel 1072, a capire l’importanza della convivialità e la condivisione. Il passaggio, infatti, non fu violento, anzi. Fu concesso a tutti, mercanti, artigiani e più in generale alla popolazione musulmana, di continuare a vivere e ad esercitare la propria professione. Chi all’epoca visitava Palermo, era impressionato dal fatto di trovarvi una popolazione composta da greci, longobardi, ebrei, slavi, berberi, persiani, tartari e neri sudanesi. La contaminazione, ancora oggi, è la forza di questa città, che la rende ospitale e cosmopolita, caratteristiche che pochi luoghi al mondo possono vantare.

    Il mercato di Ballarò

    In tour della città, inizia dal mercato storico di Ballarò, uno dei più antichi mercati di Palermo insieme a quello della Vucciria. La sua nascita risale probabilmente al X secolo, il nome Ballarò deriva dall’arabo suk-al-Bahlarà, nome del villaggio di Monreale da dove venivano i giardinieri islamici a vendere le loro merci. Come tutti i mercati è animato dalle cosiddette abbanniate, si tratta delle grida dei venditori che cercano di spingere i passanti a comprare la loro merce.

    Mercato di Ballarò

    “Si vucìa, s’abbannìa, Ballarò è magia”

    Il mercato è uno dei posti migliori dove assaggiare le specialità dello street food Palermitano, il piatto più famoso è sicuramente u pani câ meusa, cioè il panino con la milza, ma troverete anche del pesce fresco cotto al momento, panini con panelle, cazzilli e crocchè, le arancine (rigorosamente femmine) e il mitico “sfincione”, un pane lievitato condito con salsa di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e formaggio. Passeggiare per le strade del mercato di Ballarò, permette anche di ammirare delle opere di street art. Ad esempio, l’inizio del mercato è segnato dalla scritta “Si vucìa, s’abbannìa, Ballarò è magia”. Con la street art, infatti, si sta tentando di riqualificare un quartiere storico e importantissimo per la città.

    I quattro canti

    I quattro canti.

    La piazza dei quattro canti non è solo uno dei luoghi più belli della città, ma anche un punto di partenza per conoscere i quartieri più antichi. Su ogni facciata ci sono quattro elementi: una fontana che rappresenta uno dei fiumi che attraversavano anticamente la città; un’allegoria che rappresenta una delle stagioni; la statua di uno dei re spagnoli e la statua di una delle sante protettrici di Palermo. I quattro canti sono conosciuti anche come Teatro del Sole, l’appellativo è dato dall’esposizione dei palazzi al sole, almeno una facciata è sempre illuminata durante i 12 mesi dell’anno. Dai Quattro Canti si aprono quattro mandamenti, i quartieri storici di Palermo. C’è il mandamento dell’Albergheria, anche detto quartiere del Palazzo Reale, che conserva il nucleo più antico della città ; il mandamento del Capo, che ospita un mercato tradizionale da non perdere ; il mandamento della Loggia (anche detto di Castellammare) dove c’è il mercato della Vucciria. Il quarto mandamento è quello dei Tribunali, che i palermitani chiamano con il nome arabo di Kalsa.

    Chiesa della Martorana

    A due passi dai Quattro canti, troviamo la Chiesa della Martorana (o Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio) edificata nel 1143. Un vero gioiello nel centro storico della città, prima testimonianza del passaggio di diverse popolazioni in Sicilia.

    Chiesa della Martorana

    La Chiesa della Martorana nasconde un trionfo di mosaici e decorazioni, di notevole interesse sono i mosaici bizantini che ricoprono parte dell’interno e gli affreschi settecenteschi. L’armonica fusione di stili artistici che caratterizza l’architettura e le decorazioni della Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio la rende unica nella suo stile, ma anche per la sua funzione religiosa: rappresenta infatti il punto di riferimento per più di 15.000 fedeli albanesi di rito greco-bizantino presenti in Italia. La chiesa fa parte dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, diocesi cattolica di rito greco-bizantino.

    La fontana Pretoria

    (Piazza della vergogna)

    Dopo la visita alla Chiesa della Martorana, ci dirigiamo verso un altro simbolo della città, la Fontana Pretoria, chiamata dai palermitani Piazza della Vergogna.

    Fontana Pretoria (Piazza della Vergogna)

    La storia della Fontana è molto interessante e controversa, era stata commissionata dalla famiglia Toledo a Francesco Camilliani per la loro villa fiorentina.  Una ventina di anni dopo però, a causa dei debiti della famiglia, la fontana venne venduta al senato palermitano. Questa spesa enorme, fatta in un momento in cui a Palermo regnavano miseria e carestia, rese in poco tempo il monumento il simbolo della corruzione e del malcostume, così la fontana si meritò l’appellativo di “Fontana della Vergogna”.
    Ma in realtà le storie sull’origine di questo soprannome sono molteplici: una seconda versione fa risalire l’appellativo alle vicende delle suore del convento antistante, costrette a coprirsi il viso per non osservare la nudità delle statue.

    La cattedrale di Palermo

    Cattedrale di Palermo.

    Inserita nei sette siti patrimonio dell’Unesco della “Palermo Arabo-Normanna” che vi consiglio di scoprire (https://arabonormannaunesco.it/), la Cattedrale di Palermo è uno dei monumenti simbolo della città.

    La sua originalissima combinazione di stili, con elementi di arte greca, romana, araba, normanna, catalana e gotica, la rende unica al mondo.

    Un’esperienza da non perdere, è la visita serale dei tetti della Cattedrale, dove è possibile ammirare Palermo dall’alto.

    Palazzo Valguarnera-Gangi

    Piazza Croce dei Vespri, 6, Palermo

    Una visita imperdibile è sicuramente quella al Palazzo Valguarnera-Ganci, una residenza privata piena di fascino, nota per essere stata scelta dal regista Luchino Visconti come set per il suo celebre film Il Gattopardo. In uno dei suoi splendidi saloni è stata ambientata infatti, la scena del ballo fra Claudia Cardinale e Burt Lancaster. Il palazzo è una delle più importanti dimore nobiliari della Sicilia, capolavoro del rococò siciliano, gelosamente custodita dai discendenti della famiglia Valguarnera.

    Oggi il palazzo è di proprietà dei Vanni Calvello principi di San Vincenzo ed è visitabile solo tramite prenotazione per gruppi non inferiori a 20 persone.

    Per info :

    palazzogangi@hotmail.com

    Il Museo internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino”

    Per vivere a pieno le tradizioni popolari dell’isola, è necessario visitare il “Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino”, custode delle tradizioni, con più di 4.000 pezzi, tra marionette, ombre, pupi siciliani e attrezzature sceniche. Il Museo è stato dichiarato dall’Unesco “Capolavoro del patrimonio immateriale e orale dell’Umanità”.

    La storia del Museo è legata al suo fondatore, Antonio Pasqualino, scomparso nel 1995, medico chirurgo, antropologo e cultore della storia e delle tradizioni popolari della Sicilia.

    Antonio Pasqualino dedicò la sua attività di ricerca a l’opera dei pupi, che sembrava ormai in declino e alle opere che narrano le Crociate e i Paladini di Francia, come Ludovico Ariosto, Matteo Maria  Boiardo e Torquato Tasso e sono un patrimonio cultura di inestimabile valore.

    All’interno del museo potete trovare marionette da tutto il mondo : Paesi europei e dell’Estremo Oriente, Francia, la Spagna, la Thailandia, la Birmania, il Vietnam, e tanti altri. Ma la vera curiosità è che all’interno convivono le due scuole di “Pupari” molto diverse tra loro, quella Catanese e quella Palermitana. Ovviamente la guida ha precisato che essendo un museo internazionale dei pupi, non potevano escludere i compagni Catanesi, rimarcando la storica rivalità. È interessante scoprire che tra le due scuole esistono differenze nella fattura e nel movimento dei pupi, ma anche nelle storie raccontate, infatti vengono proposti due spettacoli differenti.

    Ogni pomeriggio è possibile assistere allo spettacoli dei pupi, occasione imperdibile sia per adulti e bambini.

    Piazza Antonio Pasqualino, 5, Palermo

    https://www.museodellemarionette.it/

    Prenotazioni, info, visite guidate :  tel. 091.328060

    Palazzina dei Quattro Pizzi

    La storia di Palermo si interseca inevitabilmente con la vita della famiglia Florio, imprenditori e mecenati, vissuti a Palermo negli anni a cavallo fra il XIX e il XX secolo, per questo vi consiglio di visitare la Palazzina Quattro Pizzi, per immergervi a pieno nelle vicende di questa straordinaria dinastia. La palazzina, acquistata nel 1830 da Vincenzo Florio, che ne commissionò la trasformazione all’amico e collaboratore Architetto Carlo Giachery, si trova all’arenella, un quartiere balneare della città, situato a nord del capoluogo siciliano, ai piedi del Monte Pellegrino. Il palazzo è l’unico edificio neogotico costituito da Giachery.

    La palazzina, con la sua forma quadrangolare neogotica, così chiamata per le quattro guglie che la sovrastano, gode di una posizione privilegiata, è possibile godere di un panorama fantastico a picco sul mare.

    Palazzina Quattro Pizzi.

    https://casa-florio.business.site/

    La prenotazione è obbligatoria.

     info@casaflorio.org

    La spiaggia di Mondello

    Per terminare in bellezza il nostro tour a Palermo, che ne dite di un bel tuffo nel mare di Mondello?

    Modello, Palermo.

    All’ombra del Monte Pellegrino, c’è una delle località più amate dai palermitani : la spiaggia di mondello. Sabbia bianca e un mare cristallino, sono queste le caratteristiche che la contraddistinguono e la rendono unica. Nei mesi estivi è molto frequentata, ci sono diversi stabilimenti balneari, ma anche una spiaggia libera dove è possibile prendere il sole. Lo stabilimento più importante e caratteristico è sicuramente il Charleston, una sorta di villa-palafitta che ospita un importante ristorante.

    Charleston, Mondello.

    E’ possibile raggiungere Mondello con la linea 806 in 55′ minuti, ha diverse fermate sparse per il centro cittadino. 

    Dove mangiare

    Streetfood :

    Sfrigola • Via Maqueda, 223 Palermo

    Che palle • Via Maqueda, 270 Palermo

    Focacceria San Francesco • Via Alessandro Paternostro, 58 Palermo

    Pani cà Meusa Porta Carbone •  Via Cala, 62, Palermo

    #enjoyyourstayinpalermo

  • Ibiza, La Isla Blanca.

    Cosa vedere in 3 giorni.

    Alla scoperta dell’Isla Blanca tra natura, mare, gastronomia e mercatini hippy.

    Per una vacanza indimenticabile nel Mediterraneo.

    Quando si parla di Ibiza, la prima cosa che viene in mente è trasgressione, divertimento, discoteche ed eccessi.

    In questo articolo voglio raccontarvi un isola diversa, lontana dal frastuono, dalle discoteche e dalle folle.

    Vi consiglio di partire alla scoperta di Ibiza durante la bassa stagione. I voli Ryanair sono super economici nel periodo di aprile/maggio. Troverete un clima mite e soleggiato,ideale per un escursione on the road a contatto con la natura.

    Collegamenti da e per l’aeroporto.

    Una volta atterrati potete raggiungere il centro di Eivissa:

    • In autobus : la linea 10 collega l’aeroporto al centro, è possibile fare i biglietti a bordo del mezzo.
    • Noleggiando un auto (scelta consigliata).
    • Taxi

    Hotel

    Hotel Playasol Marìtimo.

    Carrer de Ramon Muntaner, 48, 07800 Ibiza

    https://www.booking.com/hotel/es/maritimoibiza.it.html

    Ho scelto questo hotel sul lungomare di Figuretas, poco distante dal centro di Ibiza. Hotel carino senza troppe pretese. Quasi tutte le camere hanno un terrazzino con vista mare, la colazione è inclusa nel prezzo, l’hotel dispone di un ristorante self-service, con 10 euro è possibile pranzare o cenare. Buona la posizione, 15 minuti a piedi dal centro di Ibiza. In più, è possibile noleggiare direttamente in reception auto, moto o bici, mezzi essenziali per girare l’isola in completa libertà.

    La città di Ibiza, Eivissa.

    La città di Ibiza, in catalano Eivissa, è il centro principale dell’isola. Una volta arrivati vi consiglio di partire in esplorazione della vecchia città fortificata e perdervi tra i vicoli di Dalt Vila, il cuore arabo di Ibiza . Il quartiere storico di Dalt Vila, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1999. Girando tra i caratteristici vicoli troverete negozi, gallerie d’arte, botteghe artigiane e ristoranti.

    Rimarrete incantati dalle caratteristiche case bianche ibizenche dai bordi colorati di porte e finestre, vivaci maioliche decorative e fiori ovunque.

    Alla fine della salita, vi ritroverete in un grande spiazzo affacciato sul mare, questo è uno dei punti panoramici migliori dove godere di una splendida vista sulla baia, il vecchio quartiere dei pescatori e il porto di Ibiza.

    Alla fine del tour vi consiglio di fermarvi alla S’ESCALINADA, un delizioso locale dove rilassarvi e recuperare le energie, situato proprio accanto al Portal Nou.

    S’escalinada

     Carrer Portal Nou, 10, 07800 Eivissa

    Questo locale, offre ottimi cocktails e birre, un menù di tapas moderne a base di ingredienti di provenienza locale, da gustare comodamente seduti su grossi cuscini e panchine retrò in una scalinata all’aperto, ma soprattutto è molto economico rispetto ai prezzi locali.

    Gli “HIPPIE-MARKETS”

    Non si può passare da Ibiza senza visitare almeno uno dei tanti mercatini presenti sull’isola. Solo lì potrai scoprire la moda tipica ibizenca, trovare articoli originali, acquistare artigianato locale, degustare prodotti biologici e vivere a pieno lo spirito hippy dell’isola. Questi mercatini sono inoltre famosi per la loro atmosfera, animata da musica ed esibizioni di Dj. Sono aperti da aprile fino e ottobre i più conosciuti sono :

    • LAS DALIAS  http://www.lasdalias.es aperto da aprile a ottobre, sabato dalle 10:00 alle 20:00. Da novembre a marzo, sabato dalle 10:00 alle 18:00. Night Market: lunedì e martedì da giugno a settembre e domenica ad agosto dalle 19:00 all’1:00. 
    • PUNTA ARABÍ  http://www.hippymarket.info Mercoledì, da aprile a ottobre.Aprile, maggio e ottobre: dalle 10:00 alle 18:00.Giugno, luglio, agosto e settembre: dalle 10:00 alle 19:00.
    • SANT JORDI  http://www.mercadillodesantjordi.com aperto tutto l’anno. Sabato dalle 8.00 alle 15.00.

    Quindi prima di partire informatevi sugli orari e i giorni di apertura.

    2 giorno

    E’ mattino, dopo aver fatto un abbondante colazione e prenotato il noleggio di uno scooter in reception, si parte verso Sant Carles de Peralta, 20 km circa dal centro di Eivissa.

    Si salta in moto, cartina in mano, partiamo verso Las Dalias, l’unico mercatino aperto il sabato.

    Las Dalias

    Carretera San Carlos, Km. 12, 07850 Sant Carles de Peralta

    E’ il più popolare mercatino hippy delle Baleari.

    Dopo la guerra del Vietnam e la costruzione del muro di Berlino numerosi hippy si spostarono dagli Stati Uniti e dall’Europa ad Ibiza. Qui trovarono il loro paradiso. 

    Las Dalias diventa un punto d’incontro per i contadini e questi nuovi “estranei”. 

    E così diventa un’usanza per hippy, musicisti e artigiani che lavorano nel mercato, rilassarsi dopo una lunga giornata nel giardino di las Dalias. Lì sono nate le prime jam session, concerti improvvisati in cui musicisti di fama mondiale sono apparsi inaspettatamente in visita. Si dice anche che Bob Marley ha partecipato ad una di queste notti irripetibili.

    La storia di questo posto rende ancora più affascinante la visita. Girovagare tra le botteghe e le bancarelle circondati da ghirlande addobbate con margherite bianche, artisti, artigiani, musica, canzoni cantate in coro, chitarre e allegria è davvero un esperienza unica…Questa è Las Dalias!

    Sant Antoni di Portmany

    Dopo la visita al mercatino risaliamo in moto, direzione Sant Antoni, la seconda città più grande e popolare dell’isola.

    La città è dominata dallo splendido viale di palme che fiancheggia il porto, sempre pieno di lussuose barche. Sant Antoni è famosa per la vita notturna che inizia e si conclude lungo i viali che costeggiano il mare e tra i bar del centro. Qui si concentrano una quantità impressionante di locali alla moda.

    Vi consiglio una lunga passeggiata sul viale, costeggiando il mare vi ritroverete davanti uno dei locali più famosi della città il “Cafè del Mar ” che merita assolutamente una visita. Qui si svolge il rito della “Puesta del Sol”, l’attesa del tramonto. Si arriva al Caffè verso le 19.30 ci si siede e mentre si sorseggia un drink chiacchierando e ascoltando musica, si attende il tramonto. Man mano che passano i minuti, una folla crescente si raduna sulla spiaggia, quando il sole è tramontato parte un lungo applauso (proprio strani questi ibizenchi 😊)

    3 giorno

    Formentera

    Formentera è un po’ la sorellina minore di Ibiza con le sue spiagge immense dai colori cristallini.

    Vi consiglio una gita in giornata partendo dal porto di Ibiza, il traghetto in media impiega dai 30 ai 55 minuti per compiere la traversata e partono tutti dal porto di Ibiza.

    Meglio fare i biglietti online per evitare file chilometriche in biglietteria.

    Prezzi traghetto

    Il prezzo d’andata e ritorno in barche rapide (Trasmapi, Balearia o Mediterranea Pitiusa) vanno dai 40€ ai 50€ per persona. Le altre compagnie hanno tariffe d’andata e ritorno DA 18€ a 30€ ma con tempi più lunghi di percorrenza (ma noi povery non abbiamo fretta 😊)

    Il modo più ecologico per visitare l’isola é sicuramente la bicicletta. Ci sono piste ciclabili al lato delle strade dove godere dei bei panorami, ma occhio al tempo e alle distanze.

    Il modo più gettonato è senza dubbio lo scooter. Una volta sbarcati al porto de La Savina incontrerete immediatamente una serie di noleggi scooter vi basterà confrontare i prezzi e partire!

    Questo piccolo sogno lungo 20 km è la piccola perla della isole Pitiuse.

    Spiagge da sogno vi aspettano! Adesso non rimane che fare un tuffo nelle acque cristalline di Formentera per l’ultimo giorno di vacanza sull’isola.

    Enjoy your stay!

    Roberta

  • Copenhagen

    Come arrivare

    L’aeroporto di Copenaghen, Kastrup, è situato a soli otto chilometri dal centro della città. E’ possibile raggiungere la città tra i 13 e i 35 minuti. Arrivando al Terminal 3 non devi far altro che andare dritto per raggiungere la stazione dei treni e della metro, trovi gli autobus pubblici, uber o taxi appena al di fuori.

    METRO : con la metropolitana puoi arrivare a Kongens Nytorv in soli 13 minuti (M3), una linea della metro circolare con 17 fermate dislocate nella città di Copenaghen, il costo della corsa è di 30 ddk (circa 4 euro) sono disponibili all’ingresso le macchinette per acquistare il biglietto, purtroppo non è possibile pagare la corsa direttamente con la carta a bordo.

    TRENO : Generalmente i treni dall’aeroporto e verso il centro di Copenaghen partono ogni 10 minuti nelle ore diurne. Di sera, fino a mezzanotte, partono ogni 20 minuti e di notte ogni ora. Il viaggio fino alla stazione centrale dura soltanto 15 minuti. 

    Dove dormire

    OSTELLO GENERATOR

    Adelgade 5, 7, 1304 København, Danimarca

    https://staygenerator.com/hostels/copenhagen?utm_source=google-my-business&utm_medium=organic&utm_campaign=hostel-Copenhagen

    Ostello di design in una posizione centrale, a due passi da piazza Kongens Nytorv. Le camere sono miste con bagno in camera. Pulito e accogliente. Al primo piano della struttura è presente un pub/ristorante con sala giochi e terrazza, dove è possibile mangiare e bere qualcosa. Ottima la posizione per scoprire la città.

    Cosa vedere

    Copenhagen è divisa in quattro quartieri: Nørrebro a nord ovest, Vesterbro a sud ovest, Østerbro a nord e Christianshavn a sud.

    1) La Sirenetta di Copenaghen

    Eccola lì, adagiata su una sorta di scoglio, la Sirenetta di Copenaghen gira la faccia verso il mare, come a voler esprimere una profonda nostalgia verso la sua dimora naturale.

    2) Canale di Nyhavn a Copenaghen


    Tra i posti più affascinanti di Copenaghen c’è sicuramente il pittoresco canale di Nyhavn, la zona del vecchio porto della città, da sempre rifugio di marinai e scrittori, compreso Andersen che qui abitò per circa venti anni (ai civici 20, 67 e 18). Porto commerciale attivo fino al 1950, oggi “il Porto Nuovo” è il quartiere a più  frequentato dai turisti di Copenaghen

    3)Il quartiere Christiania a Copenaghen

    Nel centro di Copenaghen, sull’isola Amager, nel quartiere di Christianshaven viveva l’ultima comunità hippie d’Europa, un sogno cominciato agli inizi degli anni ’70 e che, per 40 anni, è sempre stato sotto attacco dei governi di centro – destra desiderosi della “normalizzazione” della cittadella autogestita.

    Christiania è un posto frequentatissimo dai turisti durante tutto l’anno. All’interno di Christiania vi sono, infatti, numerosi negozi di artigianato, bar, ristoranti, laboratori di restauro e luoghi di spettacolo spesso utilizzati dal comune di Copenaghen stesso in ambito culturale.

    Christiania si trova nel quartiere di Christianshavn che è facilmente raggiungibile a piedi o in autobus, in quanto le automobili non sono ammesse all’interno del distretto.

    4) Il Castello Reale di Amalienborg

    Questo è un appuntamento classico per i turisti che visitano la capitale danese: Ogni giorno, alle ore 12, la Guardia Reale si da il cambio al palazzo di Amalienborg. La parata ha inizio a Rosenborg Slot, sfila per il centro ed entra nella maestosa piazza, il tutto sotto il controllo dalla polizia locale a cavallo. La cerimonia quindi è tutt’altro che breve!

    5) Parco Tivoli
    Tivoli è il più antico parco di divertimenti del mondo aperto nel 1843. I Giardini di Tivoli a natale hanno qualcosa di veramente magico. L’intero parco si illumina con migliaia di luci scintillanti, le accoglienti bancarelle del mercato riempiono l’aria con il profumo del vin brulé e gli spettacoli festivi danno vita alla stagione. Potrai salire sulle giostre a tema natalizio, incontrare Babbo Natale nella sua grotta o assistere ai fuochi d’artificio serali (ingresso a pagamento).

    6) Quartiere di Nørrebro

    È uno dei più vivaci e multiculturali di Copenaghen. Nørrebro è famoso soprattutto per i suoi negozi vintage e le strade piene di arte di strada. Se lo shopping non fa per voi, qui potrete visitare l’Assistens Kirkegård, ovvero il cimitero dove sono sepolti personaggi famosi come Hans Christian Andersen e Søren Kierkegaard. In alternativa, potrete passeggiare lungo la vivace via Jægersborggade, ricca di caffè accoglienti in cui assaporare tutto lo spirito Hygge.

    Dove fare colazione

    Buka bakery

    https://www.buka-bakery.com/

    Posto meraviglioso, la danese al mascarpone e lamponi era enorme e con tanto ripieno. Quasi sicuramente è tra le migliori danesi che abbia mai mangiato!

  • Un oasi verde chiamata Irlanda.

    Tre giorni alla scoperta di Dublino.

    Di ritorno da un bellissimo viaggio in Irlanda, volevo raccontarvi la mia splendida esperienza in questa terra meravigliosa che mi ha regalato forti emozioni, che vorrei condividere con voi. L’Irlanda, è un oasi verde che giace accanto alla Gran Bretagna, bagnata dall’oceano atlantico e dal mare d’Irlanda. Oggi uno stato indipendente con un identità forte e ben definita.

    L’Irlanda non è solo Guinness, trifogli, arpe e gnomi, è soprattutto lo spirito del suo popolo, forgiato negli anni da avversità di ogni genere (guerre, carestie, migrazioni.). C’è un motivo per cui l’ospitalità irlandese è ritenuta senza pari nel mondo, sono sempre disponibili per una risata, salutano gli estranei quando li incrociano e hanno il dono della parlantina. E si, amano parlare del tempo…pioggerellina leggera o clima mite oggi?

    Un pò di storia

    Prima di immergerci tra le bellezze di Dublino, è giusto approfondire un pò la storia di questa meravigliosa nazione per entrare meglio nello spirito di questo popolo. A partire dal XII secolo, l’Inghilterra avviò l’occupazione dell’Irlanda, protraendo la dominazione fino al XX secolo. Successivamente, a seguito di un potente movimento politico e sociale, nel 1916 scoppiò una ribellione indipendentista che fu soffocata in meno di una settimana con una violenta repressione da parte dell’Inghilterra. La violenza con cui la Gran Bretagna represse le proteste, contribuì a far sì che alle elezioni del 1918 trionfasse il partito indipendentista. Nel gennaio 1919, i deputati del Sinn Fein si rifiutarono di sedersi a Londra e costituirono il Parlamento libero d’Irlanda. Seguirono due anni di violente guerriglie contro l’esercito e la polizia inglese, nacque L’IRA (Irish Republican Army) l’esercito repubblicano formato da guerriglieri volontari, cominciava così la Guerra d’indipendenza. Ma solo nel  1949 l’Irlanda ottenne la completa indipendenza dalla Gran Bretagna.

    Cosa vedere a Dublino

    Eccoci pronti ad esplorare Dublino, siamo arrivati all’aeroporto con un volo low cost. L’aeroporto si trova a circa 30/40 minuti dalla città. Abbiamo preso il primo bus della “Dublino Express “, che con soli 10 euro ci ha portati a due passi dall’hotel. L’Hotel che abbiamo scelto per questo soggiorno, si trova proprio di fronte la Chiesa di Christ Church, punto strategico per girare la città . Eccoci arrivati lungo le rive del fiume Liffey, ci sono tantissimi luoghi da esplorare, ecco a voi la mia personalissima top 10!

    Collegamento aeroporto/città : Dublino Express https://www.dublinexpress.ie/

    Dove dormire : https://www.leonardo-hotels.it/dublin/leonardo-hotel-dublin-christchurch

    1. Il quartiere Temple Bar

    Il quartiere Temple Bar, è il punto nevralgico della città, il luogo perfetto dove passeggiare, la zona infatti è tutta pedonale. Pieno di pub, musica, negozi, gallerie d’arte, ristoranti e installazioni artistiche, insomma tutto quello che serve per vivere al meglio l’atmosfera Dublinese. Nel Medioevo, il quartiere era occupato da artigiani, pellicciai, tessitori. La notte però, la zona diventava poco raccomandabile, piena di locali frequentati da loschi figuri, bordelli e tra le stradine poteva succedere di tutto. Successivamente, il quartiere fu abbandonato e rioccupato negli anni 70, da un gruppo di artisti e creativi. Ma la tranquillità durò poco, il quartiere diventò di nuovo teatro di episodi violenti e di criminalità, tanto che il governo propose l’abbattimento per farne una stazione di autobus. Per fortuna l’idea fu accantonata e nei primi anni 90, il governo iniziò i lavori di riqualificazione. Il risultato è il quartiere che vediamo adesso, centro di attrazione turistica senza precedenti in città, colorato e pieno di vita. Che dire… Enjoy!!

    2. St. Patrick Cathedral

    Partiamo dalla cattedrale di San Patrizio, costruita nel 1220 intorno al Pozzo di San Patrizio, con la cui acqua il santo battezzava gli abitanti pagani della città. La St. Patrick Cathedral è la cattedrale nazionale della Chiesa d’Irlanda ed è anche la più grande. E’ un esempio dell’architettura gotica in Irlanda, con le sue guglie slanciate e le maestose vetrate colorate, contribuisce a creare un’esperienza unica e indimenticabile per chi visita questo magnifico luogo di culto. L’ingresso è a pagamento, il costo del biglietto è di 9 euro, ed è possibile acquistarlo direttamente nella biglietteria all’interno della cattedrale, oppure online, è compresa anche l’audio guida in italiano.

    Info ticket : https://www.stpatrickscathedral.ie/

    3. Christ Church Cathedral

    La Christ Church Cathedral si trova nel cuore della Dublino medievale, imponente e seducente all’esterno, saprà sorprenderti anche all’interno con i suoi tesori, le sue decorazioni e la sua cripta. Anche qui l’ingresso è a pagamento. Le chiese in Irlanda non ricevono nessun sussidio statale, quindi il prezzo del biglietto viene utilizzato per il mantenimento delle stesse.

    4. Il Book of Kells e il Trinity College

    Situata nel cuore di Dublino, il Trinity College è l’università più antica di Irlanda. Ha formato letterati illustri come Oscar Wilde e molti altri. Ovviamente studiare al Trinity college non è garanzia di successo, ma devo ammettere che l’atmosfera del college, l’architettura, i giardini gli conferiscono un aura di “covo di pensatori”, vale la pena fare un giro! E’ possibile visitare liberamente il college, se volete, invece visitare la libreria e ammirare il book of Kells è necessario acquistare un biglietto di 18,50. Purtroppo durante la nostra visita la libreria era completamente vuota e tutti libri in restauro, quindi non posso dire di averla vissuta nel pieno della sua bellezza.

    5. Il Dublin Castle

    Il castello di Dublino è un maniero situato sulla sponda meridionale del Liffey, a Dublino, capitale dell’Irlanda. Fu il centro del potere inglese in Irlanda e per tale motivo venne per secoli visto come il simbolo dell’occupazione britannica in Irlanda, è stato utilizzato per 700 anni come fortezza militare, prigione e tribunale dagli inglesi. All’interno potrete ammirare una quindicina di sale e saloni particolarmente lussuosi, è anche un edificio governativo attualmente funzionante, attivo per ricevimenti di Stato e inaugurazioni presidenziali.

    Info ticket e visite : https://dublincastle.admit-one.eu/?p=calendar&ev=SELFGUIDE

    6. National Gallery of Ireland

    https://www.nationalgallery.ie/

    Uno dei motivi per visitare ASSOLUTAMENTE il National Gallery, è per ammirare La cattura di Gesù, c. 1602 di Caravaggio. Si, infatti, proprio a Dublino custodiscono uno dei Capolavori di Michelangelo Merisi. Oltre al suo straordinario dipinto è possibile ammirare Francisco Goya, Rembrandt, Andrea Mantegna e tanti altri e l’ingresso è GRATUITO! Una cosa che mi ha molto sorpreso, infatti, è trovare musei importantissimi gratuiti e chiese a pagamento. Punti di vista interessanti da approfondire.

     7. St Stephen’s Green Park

    St Stephen’s Green

    E’ il momento di godersi un attimo di relax in mezzo alla natura, perchè non approffittare del più grande parco presente in città? Facciamo un giro al St Stephen’s Green un piccolo polmone verde all’interno della città. Sul lato Nord è possibile ammirare un laghetto con papere e altri animali acquatici.

    8. St Stephen’s Green Shopping Centre

    A due passi dal St Stephen’s Green park, si trova il St Stephen’s green shopping centre. Questo centro commerciale è il più grande e moderno dell’Irlanda, nel quartiere più commerciale di Dublino. Ha un’architettura curiosa, con una struttura interna metallica e un tetto di cristallo che sembra una serra. Al suo interno ha tre piani nei quali si può trovare di tutto, più di 100 negozi di ogni tipo, ristoranti e caffetterie. E’ presente anche una galleria di arte contemporanea nel secondo piano.

    9. Molly Malone’s Statue

    Di fronte a St. Andrew Church è possibile vedere la famosissima statua di Molly Malone, un altro simbolo di Dublino e icona della cultura irlandese.

    A lei sono dedicate famosissime canzoni, molto popolari in Irlanda, quasi inni nazionali. Molly Malone è identificata come una pescivendola, morta in giovane età a causa di una brutta febbre.

    Secondo la leggenda, Molly Malone era una ragazza dalla doppia vita, di giorno vendeva pesce, mentre di notte faceva la prostituta.

    Si narra anche, che il suo fantasma, nelle notti di nebbia, si aggiri ancora per Grafton Street con il carretto di pesci, gridando “mussels and cockles”, ovvero “vongole e molluschi freschi”. Molti criticano la statua e la chiamano “The tart with the cart” (letteralmente “la sgualdrina con la carriola”), ma per molti, toccarla è un vero e proprio portafortuna e farsi una foto è diventato un vero e proprio rito per chi passa a Dublino.

    10. Old Jameson Distillery

    Degustare il whiskey irlandese è quasi obbligatorio se vi trovate a Dublino, quindi perchè non farlo in gran stile in una delle più famose distillerie della città?

    Noi abbiamo scelto la Distilleria Jameson, poco distante dal centro, facilmente raggiungibile a piedi, ma ce ne sono tantissime altre in giro per la città. Fondata da John Jameson nel 1780, oggi accoglie un museo, dove si svelano ai visitatori le tecniche del processo di produzione del whisky irlandese con degustazione finale, in più è presente uno shop dove poter acquistare il whisky. Il costo della visita parte da 26,00 euro.

    https://www.jamesonwhiskey.com/en

    Pub storici di Dublino

    Alla fine del nostro giro turistico, è giusto concludere la giornata nei migliori dei modi e perchè non farlo in uno nei migliori pub irlandesi?

    Il pub è una vera istituzione in Irlanda, non hai conosciuto la vera Irlanda se non hai varcato almeno una volta la porta di un pub. Luogo di ritrovo per eccellenza, ogni momento è buono per andarci. Al mattino per un ricco Irish breakfast, a pranzo, al pomeriggio, appena usciti da lavoro, per una Guinness con gli amici, alla sera per una serata all’insegna della musica con numerose sessioni musicali rigorosamente live. Verrete travolti dall’allegria degli irlandesi, super amichevoli, non non è difficile trovarsi dopo qualche minuto a chiacchierare con qualcuno al banco o trovarsi a ballare con uno sconosciuto. Ricordatevi che i pub chiudono molto presto in irlanda (mezzanotte circa), per assicurarvi un posto vi consiglio di andare a partire dalle 20,00.

    Di seguito, alcuni pub da visitare assolutamente :

    1.The Brazen Head (1198) Il pub più antico di Dublino.

    2. Johnnie Fox’s Pub, (a 25-35 minuti di macchina dal Centro di Dublino).

    3. John Mulligan’s Pub

    4. Grogan’s Castle Lounge

    5. Darkey Kelly.

    Consigli pratici

    Le prese di corrente non sono compatibili con le nostre spine: le prese infatti sono uguali al modello inglese a 3 buchi rettangolari. Occorre munirsi di adattatore acquistabile in qualunque supermercato o ferramenta in Italia oppure anche negli aeroporti.

  • Ogni tanto sentiamo il bisogno di allontanarci dal frastuono della città, dal suo caos e dal suo eterno movimento, per questo ho deciso di lasciare Torino per un giorno fare una visita al Forte di Fenestrelle.

    La Muraglia.

    Parliamo della grande muraglia Piemontese, poco conosciuta al grande pubblico, ma di forte interesse storico e paesaggistico. Il forte si sviluppa per oltre tre chilometri lungo il crinale della montagna, è la costruzione in muratura più grande, dopo la Muraglia cinese.

    Questo gigante di pietra che si estende nella valle del Chisone dista circa 1 ora di macchina da Torino. Quindi zaino in spalla, scarpe comode e si parte.

    Il forte di Fenestrelle.

    L’appuntamento è alle ore 10,00 nella piazza principale del forte, lì ci aspetta la nostra guida!

    Iniziamo la visita dal palazzo del governatore, il padiglione degli ufficiali e la chiesa. Dopodiché iniziamo la salita. Arriviamo al Forte San Carlo con tutti i suoi palazzi e sotterranei, percorriamo un piccolo tratto della “Scala Coperta” dei 4000 scalini e un tratto della Strada Reale, e saliamo fino a quota 1400 mt. per ammirare la Garitta del Diavolo, splendido punto panoramico della valle situato al Forte dei Tre Denti (costo visita 10 euro).

    Il forte è visitabile solo accompagnati da una guida e con prenotazione, non è possibile accedervi autonomamente, quindi vi consiglio di chiamare con qualche giorno di anticipo per assicurarvi la visita. Attualmente un gruppo di volontari si occupa di accogliere i turisti e guidarli durante tutto il percorso. È possibile scegliere tre diversi itinerari : la visita di un ora, di tre ore o la passeggiata reale di 7 ore che vi porterà fino in cima.

    Io ho scelto il percorso di tre ore, fino alla garitta del Diavolo(metà percorso).

    Punto di partenza.

    Durante la salita paesaggi straordinari vi sorprenderanno, la montagna man mano si mostrerà sempre più maestosa. Sarete sorpresi dal silenzio e dall’aria pulita che vi circonda e dalla ricca vegetazione che avvolge la montagna.

    Un po’ di storia

    Il forte fu progettato dall’ingegnere Ignazio Bertola a protezione del confine Italo-francese.
    Più che un forte lo si può considerare come un’opera di sbarramento. Costituito da numerosi fortini collegati da una la scala coperta di circa 4000 gradini.

    Durante il corso della storia il forte è stato teatro di numerosi avvenimenti, si narra ad esempio che durante il periodo del “Risorgimento” abbiano trovato la morte numerosi soldati appartenenti all’esercito delle Due Sicilie, deportati e rinchiusi nella fortezza di Fenestrelle, perché si rifiutarono di rinnegare il Re e l’antica patria. I prigionieri morirono di stenti e dal freddo, si perché qui di inverno la temperatura è davvero rigida.

    La scala coperta, 4000 gradini.

    La fortezza in cifre:
    – 3 km di lunghezza;
    – 1.300.000 mq;
    – 3 Forti, 7 Ridotte, 28 Risalti;
    – Scala Coperta: 4000 gradini;
    – Scala Reale: 2500 gradini;
    – 122 anni di costruzione;

    Alla fine della lunga passeggiata, stanchi e affamati, abbiamo deciso di pranzare nel ristorante del Forte che offre prelibatezze della cucina Piemontese. È possibile prenotare un posto a tavola in biglietteria al momento dell’arrivo.

    Pranzo con vista al Forte di Fenestrelle.

    Finisce così la nostra visita, che dire in bellezza!

  • Un weekend a Camogli.

    Camogli è uno splendido borgo che si affaccia sul golfo Paradiso nella Riviera Ligure di levante. Il posto ideale per passare due giorni all’insegna del relax.

    E’ consigliabile raggiungere la città in treno, la stazione è in prossimità del centro. Pensare di arrivare a Camogli in auto è una pessima idea: pochissimi parcheggi liberi, quasi tutti sono a pagamento con prezzi esorbitanti, soprattutto d’estate.

    Una volta arrivati verrete catturati dalla bellezza dei suoi palazzi colorati che fanno da sfondo al lungomare e che separano il centro storico dalla spiaggia. Le facciate tinteggiate compongono un arcobaleno di colori che si mescolano con l’azzurro del mare, questo tripudio di colori vi farà scordare presto il grigiore della città.

    La spiaggia di sabbia e pietrisco è particolarmente grande e dispone sia di stabilimenti balneari che di un’area ad accesso libero .

    Passeggiando lungo il litorale, noterete un incantevole piazza e subito dopo eccovi arrivati nel piccolo porto di Camogli, affollato di barche e pescherecci. Il porto dispone anche di un punto vendita sulla piazza, è possibile anche gustare il pesce fresco preparato direttamente sulla barca dai pescatori.

    È arrivato il momento di assaggiare la famosa focaccia ligure, vi consiglio una sosta presso uno dei più rinomati forni della città.

    Revello Focacceria

    Via Giuseppe Garibaldi 183, Camogli

    http://www.revellocamogli.com/

    A Camogli proprio lungo la passeggiata, si trova la Focacceria Pasticceria Revello, citata e conosciuta anche come il negozio dei “cinque scalini”. Vi consiglio di gustare un pezzo di focaccia sdraiati sulla spiaggia antistante, godetevi il calore del sole e lo stupendo golfo Paradiso con in mano la focaccia più buona della riviera ligure! E per finire gustatevi gli Originali Camogliesi, il dolce tipico di Camogli.

    Dove dormire

    I prezzi degli hotel sono tutto tranne che economici, soprattutto durante i mesi estivi. Vi consiglio una fuga a Camogli nei mesi di ottobre/novembre, troverete un clima ancora mite, qualcuno fa anche il bagno e riuscirete a godervi gli ultimi sprazzi di sole prima accogliere definitivamente la stagione invernale.

    Ho deciso di prenotare un B&B poco distante dal centro, raggiungibile percorrendo una lunga e ripida scalinata(136 gradini per l’esattezza). Vabbè verrete ripagati dalla vista, fidatevi 😊.

    B&B L’andirivieni

    Corso G. Mazzini, 109, Camogli

    http://www.booking.com/Share-6NdQQj

    L’Andirivieni si trova al primo piano di una villa d’epoca, vista mare a due passi a 700 mt dalla stazione.  La colazione viene servita in una incantevole veranda affacciata sul mare in un’atmosfera di totale tranquillità. Camera con vista mare e il bagno in condivisione.

    Basilica di San Fruttuoso

    Tappa obbligatoria se vi trovate a Camogli è la Baia di San Fruttuoso, raggiungibile da Camogli tramite un sentiero (scosceso) oppure usando comodo un battello😊.

    Naturalmente non voglio allontanarmi dal “mood” del mio viaggio (relax, relax, relax) quindi la mia scelta cade subito sulla seconda opzione, traversata in battello! Partono tutti ogni ora circa dal porticciolo, è presente anche una piccola biglietteria in loco(ticket 9 euro circa) . Il tragitto in barca verso la basilica è un piccolo viaggio nelle acque più belle della Liguria, durante il quale è possibile avvistare anche dei delfini.

    Una volta arrivati vi troverete davanti ad un incantevole borgo fermo nel tempo, sorto attorno all’abbazia di San Fruttuoso, dove è possibile fare il bagno.

    L’Abbazia di San Fruttuoso è situata in una profonda insenatura del Parco di Portofino. Nata come monastero benedettino, diventato covo di pirati, poi umile abitazione di pescatori è uno dei posti più suggestivi della Liguria.

    La basilica attualmente è gestita dal FAI, quindi entrata libera per tutti i tesserati, altrimenti il biglietto ha un costo di 7,50 euro.

    Per gli amanti delle profondità marine invece è possibile fare un’immersione per vedere il celebre Cristo degli abissi, opera di Guido Galletti posta sul fondale della baia.

    Dove mangiare

    Una volta rientrati a Camogli dopo la piccola gita in barca (si sa il mare mette appetito) vi consiglio una sosta in questa friggitoria.

    Semmu Friti

    via Piero Schiaffino, Camogli

    Una deliziosa friggitoria con le piastrelle bianche, cucina a vista, arredi essenziali, dove troverete il cartoccio da passeggio con il pescato del giorno oppure piatti rigorosamente a base di pesce (stoccafisso, insalata di polpo e patate, frittelle di baccalà, “frisceu” e “panissa”) da mangiare in loco, oppure con la formula take away.

    P. S.

    Per chi si trova da queste parti nel mese di maggio è immancabile la sagra del pesce che si tiene nella seconda domenica maggio, in cui si fa uso di una leggendaria e gigantesca padella.

    Il mio viaggio termina qui, spero di essere riuscita a trasmettervi il giusto entusiasmo per decidere partire per una gita fuori porta all’insegna del relax direzione Camogli!

  • La Sicilia che non ti aspetti. Un weekend tra i Monti Sicani.

    Questo preciso momento storico, sta limitando molto la nostra vita e i nostri spostamenti e lo farà anche in futuro e cambierà anche il nostro modo di viaggiare.

    L’animo del viaggiatore è inquieto, “chissà se potrò mai visitare quella città esotica che tanto mi piace”.

    Miei cari viaggiatori, vi sono vicina, per questo voglio regalarvi qualche spunto per la prossima vacanza.

    Voglio citare Alberto Angela nel suo toccante appello : «Quando tutto sarà finito premiate l’Italia».

    In questo articolo vi porterò in una zona d’Italia poco conosciuta, ma di una straordinaria bellezza.

    È tempo di inziare a pensare ad un turismo lento e sostenibile, ma anche ad un posto fantastico dove passare le vacanze!

    I Monti Sicani

    Lontana dalle città d’arte e dalle spiagge assolate, una sicilia interiore, quasi invisibile,i paesaggi sono modellati dal lavoro instancabile dei contadini.

    Qui restano immutati i valori antichi della famiglia e della solidarietà, ma soprattutto l’attaccamento alla terra.

    Questo rapporto, a volte morboso, è il risultato di anni di lotta contadina.

    Dopo anni di sfruttamento e povertà, nel 1950 venne approvata la riforma agraria, che segnò la fine dei latifondi, feudi e dei galantuomini.

    Le zone che contavano più feudi erano le province di Palermo, Girgenti (oggi Agrigento) e Caltanissetta.

    Questo giustifica l’attaccamento e l’amore che l’uomo ha verso questo territorio.

    Come Arrivare

    Destinazione Santo Stefano Quisquina, parte da qui il nostro viaggio.

    Arrivati all’aeroporto di Palermo vi consiglio di noleggiare una macchina e percorrere la Palermo-Agrigento, uscire e superare Lercara Friddi, giunti al bivio di Filaga seguire in direzione Agrigento(vabbè usate il navigatore😊).

    La strada, a tratti tortuosa, vi regalerà paesaggi straordinari.

    Paesaggi Sicani.

    Prima di entrare nel piccolo centro cittadino, vi consiglio una sosta al teatro Andromeda.

    Teatro Andromeda

    https://teatroandromeda.it/

    Sospeso a 1000 metri, nel cuore dei Monti Sicani, un teatro costruito interamente in pietra.

    Teatro Andromeda

    È il capolavoro visionario del pastore-scultore Lorenzo Reina, un uomo che è riuscito a regalare un anima ad un luogo magico (ma quasi dimenticato).

    Il teatro ha un palco circolare e dei posti a sedere con dei blocchi di pietra che riproducono la forma della Costellazione di Andromeda , (il numero di posti a sedere uguale alle stelle della costellazione).

    Andateci e restate lì fino al tramonto.

    Dopo la sosta al teatro Andromeda, continuiamo il nostro tour Sicano raggiungendo la seconda tappa.

    Santo Stefano Quisquina

    Un delizioso paesino circondato dal verde a circa 732 metri sul livello del mare, conosciuto anche perché la sua storia si intreccia con quella della “Santuzza”, (Santa Rosalia) famosa per aver liberato Palermo dalla peste (al tempo del Covid-19, la storia diventa ancora più interessante da approfondire😉) e per l’eccellenza dei prodotti caseari.

    Regola n.1 : Una volta arrivati, abbandonate l’automobile e girate a piedi.

    Vi ritroverete in un ambiente rilassato e letteralmente circondati dai Monti e dall’aria buona (un lusso di questi tempi).

    Mentre girate indisturbati tra i vicoli, vi consiglio una sosta in una delle tante botteghe che si trovano in giro per il paese, alla ricerca dei famosi formaggi dei Monti Sicani.

    Lì, vi renderete subito conto della cordialità e l’ospitalità delle persone. Vi assicuro che tra una chiacchierata e un’altra, qualcuno vi offrirà l’aperitivo e se siete fortunati anche la cena😊.

    Alzando lo sguardo, noterete una chiesa sulla cima della montagna, è la Chiesa di San Calogero, un piccolo gioiellino collocato sul monte, facilmente raggiungibile in auto, da lì si può ammirare un bellissimo panorama.

    Una volta terminato il giro del centro, prendete l’automobile e spostatevi verso l’Eremo.

    L’eremo di Santa Rosalia (alla Quisquina).

    Eremo di Santa Rosaria.

    Situato a pochi km dal centro cittadino, nel cuore della Parco dei Monti Sicani, a mille metri di altitudine si trova questo posto straordinario, tra luci ed ombre, custodisce un fascino magico.

    Andrea Camilleri, nel suo libro “Le pecore e il pastore”https://sellerio.it/it/catalogo/Pecore-Pastore/Camilleri/824 racconta la storia di due conventi, uno è proprio l’eremo a Santo Stefano di Quisquina, luogo dell’attentato nel 1945 contro Monsignor Peruzzo vescovo di Agrigento. Voglio che questa affascinante lettura vi accompagni durante il viaggio, la maestria del racconto di Camilleri, vi farà cogliere meglio il fascino di questi luoghi belli e a tratti misteriosi.

    Come vi accennavo all’inizio, un’altra importante vicenda ha travolto questo luogo tra il 1150 ed il 1162, qui si rifugiò in una grotta la “Santuzza”. Rosalia, all’età di quattordici anni, sfuggì a un matrimonio combinato organizzato dai suoi genitori. La giovane eremita visse qui per dodici anni. Concluso quel periodo di castità e penitenza tornò a Palermo per ritirarsi in un’altra grotta.

    E’ un posto consigliato anche per chi come me non ama i luoghi di culto e pellegrinaggio. Verrete catturati dalla pace e il silenzio, circondati da paesaggi straordinari.

    Dove dormire :

    B&B Casa Quisquina

    https://www.airbnb.it/rooms/29892678?s=67&unique_share_id=7efb2fd2-984b-4a49-9f42-6fc02824f854

    Lasciamo Santo Stefano per dirigerci verso Burgio, un antica città con la tradizione della ceramica e delle campane.

    Burgio

    Fondata dopo l’anno 1000, sulle rovine dell’antica città Sicana di Scirtea, successivamente conquistata dai musulmani, fu poi ripresa dai Normanni. Insomma, da qui sono passati tutti, quindi perchè non fare un giro anche noi?

    Burgio.

    Perdetevi tra i vicoli, parlate con la gente, osservate il panorama, contemplate il silenzio e subito dopo tuffatevi alla scoperta dell’artigianato locale.

    Ad esempio Burgio è chiamata la città delle campane.

    Si, proprio le campane! Esiste infatti una delle fonderie più importanti d’italia, l’unica della Sicilia. A fondarla, nel 1500, fu il capostipite della famiglia Virgadamo, la sua maestria si è tramandata, di padre in figlio, facendo sì che la fabbrica divenisse un simbolo dell’artigianato italiano.

    Ancora oggi è possibile visitare la fabbrica, vi consiglio andare alla scoperta di un mondo affascinante qual è quello della creazione del suono delle campane di Burgio.

    Campane Virgadamo http://www.campanevirgadamo.it/

    Dopo le campane, passiamo al mondo della ceramica.

    Grazie alle cave d’argilla presenti in loco, che per secoli ha alimentato la capacità di creare dal nulla manufatti di pregevole fattura. Sono nate numerose botteghe e la maestria degli artigiani ha moltiplicato negli anni le produzioni di terracotta smaltata che, via via, si è arricchita di nuovi disegni.

    Vi consiglio una visita nell’officina dei fratelli Caravella, fondata nel 1857, da Antonino Caravella. Qui si può ammirare la “balata” sulla quale viene impastata la creta, il tornio che viene fatto girare con i piedi e l’enorme fornace dove vengono cotte le ceramiche.

    È affascinante ammirare le antiche forme dei vasi : “Bummulu”, “limmuna”, “iemma”, burnìa”,”grasta”. Oggetti di uso quotidiano nelle case contadine, ma ormai quasi in disuso nelle abitudini moderne.

    Ceramiche Caravella

    Vicolo Garella, 17, 92010 Burgio AG

    E dopo aver fatto un po’ di acquisti , (io personalmente ho acquistato una bellissima saliera) si parte verso Caltabellotta!

    Caltabellotta

    Caltabellotta si trova a 950 metri s.l.m, così bella che sembra un antico presepe. 

    È una delle città più antiche della Sicilia, con un passato ricco di vicende e testimonianze di civiltà. Tra le sue pietre hanno camminato i Sicani, i greci, i romani poi gli arabi, normanni, angioini e aragonesi. Civiltà che hanno lasciato una impronta indelebile in questo posto aggrappato su una spettacolare rocca.

    Una volta arrivati, avventuratevi in macchina fino alla cima della città, fino ad arrivare al castello.

    CASTELLO DEL CONTE LUNA (O DELLA REGINA SIBILLA).

    Via San Pellegrino – Caltabellotta (AG)

    Aperto tutti i giorni

    I normanni si impossessarono di Caltabellotta nel 1090, e dopo aver distrutto la fortezza araba, edificarono questo Castello.

    Da qui godrete di una vista mozzafiato che spazia a sud, da Capo Bianco fino all’isola di Pantelleria, e a nord verso le valli e le vette dei Monti Sicani.

    Vi aspetta una bella ed entusiasmante salita lungo una ripida scalinata incastonata nella roccia, raggiungere la vetta a quota 949 metri, comunemente detta “il Pizzo”.

    Arrivati fino in cima, il vostro sguardo spazierà a 360 gradi, fermatevi ad ammirare il paesaggio che va dall’entroterra siciliano fin dentro il mare africano.

    Una volta concluso il giro turistico, ricordati di fermarti in una delle tante pasticcerie locali(per recuperare le energie perse..), dove potete assaggiare i dolci siciliani a base di ricotta, uno dei prodotti tipici del paese.

    Vi consiglio di passare una notte in qui, per poi ripartire riposati verso il mare. Ho trovato delizioso questo B&B con una vista mozzafiato, vi lascio il link :

    Dove dormire

    B&B Sotto le stelle

    https://www.bbsottolestelle.it/location/

    2 giorno

    Dopo il tour montano ci dirigiamo verso il mare, oggi vi porterò a visitare la scalinata naturale più famosa del mondo.

    La scala dei turchi.

    Questa abbagliante scogliera di marna bianca, ha assunto l’aspetto di una scalinata grazie all’erosione del vento. Con il suo mare e i limpidissimi fondali, resta la parte della Sicilia più suggestiva.

    La Scala dei Turchi prende il nome dai pirati Saraceni, (impropriamente chiamati Turchi), che nel ‘500 usavano approdare sulla scogliera per saccheggiare i villaggi della costa tipo l’attuale Realmonte.

    Questa scogliera si erge sopra delle spiaggette di sabbia dorata, preparatevi a fare il bagno! Per raggiungerle occorre passeggiare lungo la scala di pietra calcarea, il panorama è bellissimo, abbraccia tutta la costa di Agrigento fino a Capo Rossello.

    Vi consiglio di restare lì fino al tramonto, macchina fotografica alla mano, garantisco scatti “instagrammabili”da centinaia di like😉.

    Il mio tour Sicano termina qui, spero di essere riuscita a trasmettervi la bellezza che io vedo in ogni angolo di questi luoghi fermi nel tempo.

    Roberta Cuccia

    Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natia circondata dal mare immenso e geloso“. (Luigi Pirandello)

  • Paris, je t’aime! Cosa vedere a Parigi in 3 giorni

    Parigi è una festa.

    (Ernest Hemingway)

    È inutile girarci intorno, Parigi è una città immensamente bella, piena di monumenti, storia, musei e quartieri interessanti, tre giorni non bastano per vederla tutta.

    Per chi come me, non ha molto tempo a disposizione, consiglio di seguire il mio itinerario, per poi decidere di tornare una seconda volta 😉.

    1 Giorno

    Partenza in treno, opzione secondo me molto comoda. Grazie alla linea TGV,il treno ad alta velocità della società delle ferrovie francesi che parte da Milano direzione Parigi Gare de Lyon(6 ore circa di viaggio da Torino).

    https://it.oui.sncf/it/,

    Arrivata a Parigi, cerco subito un posto dove mangiare. Vi consiglio un salto in una delle tante Boulangerie che si trovano in giro per la città, economiche e super assortite.

    Boulangerie.

    Un luogo pieno di dolci delizie che conquisteranno subito i vostri sensi e da cui non vorrete più uscire, partendo dalla baguette il tipico pane francese con delle varianti dal classico, aux grains (con semi vari), aux céréales (ai cereali), con i semi di papavero o con l’impasto del pane nero, a voi la scelta. Per poi passare al dolce, croissant, pain au chocolat, pain au raisin (girella all’uvetta), chausson aux pommes (saccottino alle mele). La media dei prezzi è 1,20 cent al pezzo.

    Hotel

    Preparatevi ai prezzi folli degli hotel, decisamente fuori dalla media delle altre città europee. Per questo ho deciso di spostarmi fuori dal centro e prendere una camera in un quartiere periferico della città, ma ben collegato con i mezzi pubblici e la metro,vicino Place d’italie, una piazza del XIII arrondissement di Parigi è servita dalle linee della metropolitana 56 e 7.

    Hotel Kyriad Paris 13 – Italie Gobelins

    5 Rue Véronèse, 75013 Paris

    Biglietti mezzi pubblici.

    Il biglietto base costa 1,90 € per 1 ora di viaggio.

    Io ho acquistato il carnet da 10 biglietti, costa 14,90 €, ovvero 1,49 € per biglietto(non è nominale) .

    È possibile acquistare i biglietti nelle macchinette che si trovano all’interno della metro.

    Tour Eiffel

    Prima tappa del viaggio, visita alla tour Eiffel, il monumento più famoso di Parigi, simbolo della Francia.

    Dall’alto dei suoi 324 metri la Tour Eiffel domina la città dal 1889, quando Gustave Eiffel salì a piedi i 1710 gradini che la compongono e issò il tricolore francese intonando La Marseillaise. 

    Ho prenotato i biglietti online per evitare le code.

    https://www.toureiffel.paris/it

    Ci sono due opzioni :

    1. Salire a piedi (669 gradini con vista mozzafiato)

    2. Prendere l’ascensore (opzione più costosa).

    Visto che miei viaggi devono fare sempre i conti con la povertà, ho optato per la salita a piedi (10 euro!) Consigliatissimo! Emozionante la salita, grazie al panorama mozzafiato.

    VISTA DALLA TOUR EIFFEL

    Subito dopo la visita della Tour Eiffel, vi consiglio una passeggiata verso gli CHAMPS ELYSÉES, (10 minuti a piedi).

    Uno dei luoghi più celebri della città.

    La via ospita numerose boutique d’alta moda, teatri, ristoranti, cinema e uno dei più famosi cabaret di Parigi “LIDO DE PARIS” https://www.lido.fr/it.

    La via votata al turismo di lusso, mi allontana presto dalla Parigi bohémien che tanto amo.

    Quindi consiglio una passeggiatina veloce, della serie noi Povery, passiamo avanti!

    2 Giorno

    Museo del Louvre

    Seconda giornata a Parigi, fuori un sole timido accompagna questo sabato di novembre, scarpe comode, si parte verso il museo del Louvre.

    Il mio sogno è sempre stato percorrere i grandi corridoi del Louvre come Bertolucci ha fatto nel film the Dreamers, in una delle scene più famose dove i tre protagonisti tentano di battere il record di corsa attraverso il Louvre, con esplicita citazione al film del 1964 Bande à part. Ma fortunatamente abbandono subito l’idea per non rischiare l’arresto oltre confine.

    Dal film “the dreamers” Bernardo Bertolucci.

    Ore 9,30 ingresso al Museo del Louvre (ticket prenotato online https://www.louvre.fr/e) quando hai poco tempo è un ottimo metodo per non fare inutili code, costo 17 euro.

    Il Louvre è il museo più visitato al mondo, fu nel medioevo una roccaforte militare, poi una Residenza Reale, per poi diventare un museo, così come lo conosciamo oggi.

    Aprì ufficialmente nel 1793.

    Il museo è immenso, è inutile sottolineare che non basterebbe una settimana per girarlo tutto.

    Per questo vi consiglio (mappa in mano) di entrare con le idee ben chiare e concentrarvi sulle opere che più vi interessano.

    E no…non riuscirete a vedere tutto!

    Museo Louvre

    Tra le opere più importanti vi consiglio :

    • La gioconda (preparatevi ad una lunga fila)
    • La Venere di Milo
    • La Nike di Samotracia
    • Amore e psiche
    • La zattera della medusa
    • Le Nozze di Cana
    • L’incoronazione di Napoleone
    • La libertà che guida il popolo (un’icona della rivolta popolare francese avvenuta a Parigi nel luglio del 1830)

    Subito dopo la visita, mi sono spostata verso la Cattedrale di Notre-Dame, purtroppo chiusa a causa dell’incendio.

    Cattedrale Notre-Dame

    Dopo la Tour Eiffel, Notre Dame è il monumento simbolo della città di Parigi. Nel 1991 è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, con le sue vetrate colorate e un impressionante sistema di statue e gargolle, figure animalesche spaventose è entrata nell’immaginario comune grazie al famosissimo Quasimodo, il Gobbo di Notre-Dame.

    Di fronte la Cattedrale, ho scoperto una libreria fantastica che merita assolutamente una visita.

    Shakespeare and Company

    Shakespeare and company è una libreria indipendente, tra le più affascinanti di Parigi.
    In passato luogo d’incontro per scrittori come Ernest Hemingway, James Joyce e Ford Madox Ford.

    Purtroppo non è possibile fare foto all’interno della libreria, ma l’entrata è libera. All’interno è possibile sedersi e leggere un libro, in un ambiente affascinante e fuori dal comune, puoi fare un tuffo nel passato a due passi dalla Senna.

    La libreria offre anche dei posti per dormire, ricavati dai divani al suo interno, ad artisti e scrittori squattrinati in cambio di alcune ore di lavoro fra gli scaffali. Sono inoltre regolari eventi come il sunday tea, incontri con gli scrittori e letture di poesie.

    3 Giorno

    Il mio viaggio ideale è vagare senza meta, ma quando hai poco tempo sei obbligato a seguire una tabella di marcia.

    Prendiamo la metro direzione Montmartre.

    Montmartre, il quartiere degli artisti di Parigi.

    Montmartre è una collina nella zona nord di Parigi e rappresenta il punto più alto della città all’interno del XVIII arrondissement.

    Molto nota per la Basilica del Sacro Cuore posta sulla sua sommità.

    Il quartiere è stato il centro della vita dei bohémien durante la Belle Époque.

    Fu luogo di incontri tra i maggiori artisti dell’epoca, tra cui Picasso, Van Gogh, Modigliani, Renoir e molti altri.

    LA MAISON ROSE


    Nel quartiere di Montmartre al civico 2 di Rue de l’Abreuvoir, c’è un edificio inconfondibile per il suo colore rosa e le persiane verdi. È un bistrot famoso per le sue crepes e per i piatti tradizionali francesi come i panini e le lumache.
    I prezzi sono abbastanza alti ma merita almeno fermarsi per un caffè e per dare un’occhiata, luogo di incontri dei più famosi pittori impressionisti francesi.

    Questo luogo iconico di Montmartre fu protagonista di uno dei quadri di Utrillo, oggi invece è diventato uno dei luoghi più “instagrammabili” di Parigi.

    La Maison Rose.

    Basilica del Sacro Cuore

    L’imponente basilica del Sacro Cuore, sovrastra la collina di Montmartre

    Basilica del Sacro Cuore.

    Dopo la Tour Eiffel (324m), il grattacielo di Montparnasse e Les Invalides, la basilica del Sacro Cuore è il luogo più alto della città.

    L’ingresso è gratuito, invece per la visita della cupola serve il ticket.

    Moulin Rouge

    A pochi passi da Montmartre, situato nel famoso quartiere a luci rosse di Pigalle, al XVIII arrondissement si trova il Moulin Rouge, uno dei più famosi locali di Parigi, inaugurato il 6 ottobre 1891, ancora oggi una delle maggiori attrazioni della città.

    GALERIES LAFAYETTE DI PARIGI

    Il tempio del lusso e dello shopping merita assolutamente una visita. È il più antico centro commerciale di Parigi, inaugurato nel 1912.

    (Free entry anche per noi Povery).

    Rimarrete stupiti dalla bellezza della galleria, sovrastata da una straordinaria cupola neo-bizantina costruita nel 1912.

    Vista panoramica gratuita

    Una volta entrati, vi basterà prendere l’ascensore fino al settimo piano per trovarvi davanti una vista straordinaria.

    Madame et Monsier.. la citta di Parigi❤️

    In primo piano l’Opera Garnier e alla vostra destra la Tour Eiffel.

    La terrazza è grande con qualche panchina, offre riposo mentre osservi la città e magari prendi un po’ di sole. Passeggiando sulla terrazza potrai scorgere il Centre Pompidou, Notre Dame, il Pantheon.

    I Café

    La cosa che adoro di più a Parigi? I Café.

    In passato erano frequentati da artisti famosi come Picasso, Monet e Van Gogh. I café nel quartiere Montmartre hanno ancora quell’atmosfera romantica e di grande ispirazione artistica, tipica del mondo parigino di fine Novecento. Famosi in tutto il mondo per essere luogo di ritrovo e di convivialita. A Parigi se ne trovano un po’ ovunque in città. Ottima scelta per una breve pausa prima di continuare la scoperta di Parigi, i café offrono bevande calde e fredde, dolci e piatti veloci a prezzi contenuti.

    Tra le vie di Parigi

    Nel cuore del quartiere latino, proprio dietro la famosa libreria Shakespears and Co, si trova Odette, tempio di bigné dall’atmosfera vintage.

    In fine, vi invito a perdervi tra le vie di Parigi.

    Dove mangiare

    Vi consiglio La Taverne de l’Olympia,25, rue Caumartin 75009 Paris. Prenotato con The fork (30% di sconto😉) di seguito il link : https://www.thefork.it/ristorante/la-taverne-de-l-olympia/28184

    E soffermatevi in tutte le Boulangerie che trovate…tutte ma proprio tutte! 😋

    Vi consiglio Le Grenier à Pain, 38, rue des Abbesses – 75018 Paris
    Questa panetteria è multipremiata, pane delizioso, anche dei dolci sublimi. Https://legrenierapain.com/en/

    Roberta

  • Bussana Vecchia, il borgo degli artisti in Liguria.

    L’ Italia è un posto magnifico ma questo lo sapevamo già. La cosa straordinaria di questo paese è che puoi trovare bellezza anche nei posti più impensabili e impervi da raggiungere.

    Se vi trovate nei pressi di Sanremo, vi consiglio una visita in questo antico e particolare borgo, che un terremoto a provato a cancellare nell’800 ma è successivamente rinato grazie ad una comunità hippy arrivata qui negli anni 70.

    Bussana Vecchia, il borgo degli artisti, dove il tempo si è fermato.

    Il Borgo ligure è accessibile solo a piedi, lasciando l’auto all’ingresso del paese.

    Una delle maggiori attrattive turistiche è rappresentata dalle caratteristiche botteghe e dai loro atelier, aperti un po’ ovunque nel borgo. Oggi Bussana è un laboratorio d’arte a cielo aperto, con ruderi qua e là, dai quali spunta una rigogliosa vegetazione che conferisce un aspetto molto suggestivo e romantico. Per gli abitanti di Bussana Vecchia il simbolo del paese è il campanile della chiesa di Sant’Egidio, scampato miracolosamente al terremoto.

    #bussanavecchia #artist #contemporaryart Questo luogo è consigliato soprattutto per gli amanti dell’arte contemporanea e la cultura Hippy. 

    Il pittore Vanni Giuffrè e il ceramista torinese Mario Giani furono i primi a lanciare l’idea di una «Comunità internazionale degli artisti», un villaggio aperto a chiunque cercasse ispirazione.

    Vi consiglio di vagare per i vicoli del 1400 sede di botteghe, esposizioni d’arte, piccoli scagni d’arte fai da te e osterie.

    Purtroppo il borgo è in pericolo.

    È in atto da decenni una battaglia contro il demanio per la salvaguardia di questo posto incantato, fermo nel tempo.

    Lo stato reclama la proprietà di quei ruderi occupati negli anni Sessanta, ma poi recuperati, ristrutturati, impreziositi dagli abitanti, abusivi o no che fossero.

    Come finirà?

    Nel frattempo vi consiglio una gita a Bussana Vecchia.

  • Le migliori Piole di Torino.

    Partiamo dalle basi, sai cos’è una “Piola”?

    Questa parola è abbastanza sconosciuta nel resto della penisola, ma a Torino tutti sanno cosa significa.

    La piola è l’equivalente piemontese dell’osteria o della trattoria, quasi sempre a conduzione familiare.

    La cucina offre rigorosamente specialità tipiche della cucina piemontese, accompagnate da un quartino di rosso, un buon Barbera possibilmente, tutto in un ambiente molto informale, fermo negli anni 60/70.

    LA PIOLA DAL 1929

    Il mio personale tour delle Piole storiche di Torino, parte dal quartiere “San Donato”, periferia Nord di Torino.

    In via Ceva 41, si trova “La Piola dal 1929“, un piccolo gioiellino, quasi secolare, con lavagnette, quadri, vecchi mobili e oggetti che ti riportano al passato, è possibile cenare accanto una foto di Hemingway o una riproduzione di Picasso. La sala è molto accogliente, osservando i tra i vari oggetti d’epoca presenti in sala ti assale una certa nostalgia di un mondo che non esiste più. Non manca l’angolo dedicato al “Grande Torino” un pezzo di storia calcistica della città.

    Il menù rispetta la tradizione piemontese, si parte dal vitello tonnato, agnolotti al sugo d’arrosto e un dolce finale, i piatti sono molto abbondanti come ci si aspetta da una vera piola. Il prezzo del menu si aggira intorno ai 25 euro.

    Dal 1929 La Piola
    Via Ceva 41/A
    10144 Torino

    Da Cianci Piola Caffè

    Da Cianci Piola Caffè

    Largo 4 Marzo 9/b, Torino.

    Ci spostiamo nel centro storico di Torino, da Cianci Piola Caffè.

    Si trova in una piccola piazza (la mia preferita) nei pressi del duomo di Torino. Locale di piccole dimensioni e molto informale, così piccolo che si finisce sempre a chiacchierare con il vicino di tavolo.

    Ogni giorno si fermano decine di torinesi, turisti o studenti, in attesa di un posto per assaggiare i piatti della tradizione piemontese presenti nel menù, a prezzi popolari.

    Io personalmente ho assaggiato le chicche con zucca e amaretti, che dire ottimi!

    TRATTORIA DECORATORI & IMBIANCHINI

    Trattoria decoratori e imbianchini

    Via Lanfranchi 28, Torino.

    La Trattoria Decoratori e Imbianchini è stata una deliziosa scoperta, appena sopra piazza Gran Madre, nel caratteristico quartiere “Borgo Po”.

    Con il suo bellissimo giardino con pergolato, il campo da bocce, l’atmosfera familiare e la cucina casalinga, ti allontana per un attimo dai ritmi frenetici della città, un vero angolo di paradiso.

    La cucina mi ha decisamente sorpreso per la sua genuinità e i gusti saporiti.

    Caffè dell’orologio

    Via Oddino Morgari 16/a – 10125

    Home

    La Piola si trova nel quartiere San Salvario, aperti tutti i giorni, dal pranzo all’aperitivo serale. All’interno del Caffè dell’Orologio si trova anche un’enoteca e piatti selezionati con i migliori prodotti gastronomici piemontesi.

    Il locale è davvero incantevole e molto accogliente. Se pensate di andare a pranzo troverete un menù classico della tradizione Piemontese: vitello tonnato, insalata di gallina bionda con indivia, acciughe al verde, tajarin al ragù o con peperoni e acciughe, coniglio, tortino di nocciole.
    Superlativi gli gnocchi con burro, salvia e granella di nocciole o i fiori di zucca al forno con ricotta. Le proposte cambiano invece la sera, quando è il momento della “merenda sinoira“. Un’idea di pasto che nasce nelle campagne, per dare ristoro ai contadini a fine giornata, dopo aver lavorato nei campi. La merenda sinoira si può definire “l’aperitivo in stile piemontese”, infatti a partire dalle 17,30 è possibile fare degli “assaggi” come ad esempio formaggi (toma, Castelmagno, tomini), acciughe al verde, vitello tonnato, insalata russa, frittate e torte salate, carpione (di pesce, carne o verdure), e verdure in agrodolce (peperoni, cipolle), accompagnati da grissini, pane accompagnati da un bel calice di vino.

    Osteria Nuova

    Via XX settembre 2/M

    Torino

    Per chi vuole provare i piatti tipici della cucina piemontese, in chiave moderna, consiglio questa osteria nei pressi della stazione Porta nuova

    Una location unica, suddivisa su due piani.

    Un suggestivo scalone in ferro vi porterà nelle vecchie cantine, caratterizzate da mattoni a vista, suddivise in diverse stanze comunicanti.

    Osteria nuova
    Osteria Nuova

    In molti consigliano il vitello tonnato, io personalmente ho amato il brasato, cotto a regola d’arte e accompagnato dal purè di patate.

    Vitello tonnato

    La presentazione dei piatti è decisamente in chiave moderna.

    Antipasti, secondo e dolce sui 35 euro.

    La Piola D’le 2 Surele

    Strada del pascolo n. 61 Torino.

    Alle porte di Torino, si trova questa Piola che rispetta la tradizione piemontese.

    Tagliolini ai carciofi

    Non è stato facile trovare un tavolo, dopo un pò di attesa siamo riusciti a prenotare, ma direi che ne valsa veramente la pena! L’atmosfera è quella della vera Piola, tovaglie di stoffa a quadretti bianchi e rossi, personale gentile e super disponibile, menù della tradizione e cibo a volontà. Ho apprezzato molto l’accoglienza al tavolo con grissini pane e salame offerti dalla casa.

    La Piola D’le 2 Surele

    Piatti semplici ma gustosi, abbiamo assaggiato il mix di antipasti piemontesi, tagliolini ai carciofi e cinghiale con polenta.

    E per concludere in bellezza, ci hanno lasciato sul tavolo grappa e amaro, rigorosamente delle tradizione. Ottima la grappa “Grigio Verde”. É possibile anche acquistare prodotti piemontesi alla cassa, come la polenta, liquori e salami.

    L’angolo di Parin

    Via Bernardino Galliari, 29, 10125 Torino TO

    L’angolo di Parin

    In un angolo del quartiere San Salvario a Torino, si nasconde un locale che ti trasporta in un altra epoca. Locale storico Torinese, aperto nel 1885 è la versione “provenzale” di una vecchia piola. Il menù è scritto rigorosamente in piemontese e rispetta i piatti della tradizione, dai salumi ai formaggi del territorio, il tipico antipasto misto – il bollito, il brasato al barolo, la trippa in umido e la pasta fatta a mano, nel vicino laboratorio.

    Plin

    È il posto ideale per una cena romantica, rimarrete affascinati dall’arredamento stile liberty e decò con quadri, vecchie foto, legni, dipinti e fiori.

    Grande Asportazione Vini-Erminio Torino

    Corso S. Maurizio, 46/c, 10124 Torino TO

    A due passi da piazza Vittorio, si trova la Piola di Erminio. Una piola sopravvissuta ai cambiamenti, con i suoi vecchi quadri, fotografie e manifesti, i tavoli scuri, gli specchi serigrafati, l’arredamento non è mai cambiato dal dopoguerra. Ambiente accogliente che racconta una storia. La storia di Erminio, il precedente gestore e proprietario della piola che ha gestito questo locale per 54 anni.

    La Piola aperta dal dopoguerra a Torino ti farà rivivere una storia che ormai non si trova più, si possono ancora sentire e vedere gli odori e i ricordi di tempi in cui il vino scorreva a fiumi e tutto sembrava andasse meglio.

    Vitello tonnato

    Sì, il ’68 si faceva anche nelle “piole”, specialmente a Torino, perché il movimento di contestazione non era solo universitario o in piazza, ma coinvolgeva anche gli operai, la gente comune, e i luoghi di aggregazione come le osterie e i caffè diventavano punti di discussione, di scambio di idee, di organizzazione, dove i giovani e meno giovani discutevano di politica, di guerra del Vietnam, di diritti e di “rivoluzione”, mescolando il fermento culturale con la vita quotidiana e la realtà sociale.

    “Il 68 si faceva anche in piola”

    Per questo vale la pena fare questo viaggio “culinario”, per entrare al meglio nella storia e nello spirito di questa città.

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