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Un weekend a Palermo tra storia, cultura e street food.

E’ difficile descrivere con le parole le sensazioni che questa città ti scatena. Camminando tra i vicoli puoi ancora sentire la presenza costante dei suoi precedenti dominatori, Greci, Fenici, Arabi e Normanni, per citarne alcuni. Le tracce del loro passaggio sono indelebili e riempiono la città di un fascino particolare.

La sua storia millenaria e il susseguirsi di dominazioni, hanno regalato a questa città un patrimonio artistico e monumentale unico al mondo, che insieme al clima e alle bellezze naturali fanno di Palermo una tappa obbligatoria per un soggiorno in Sicilia.

Teatro Massimo, Palermo.

Palermo, chiamata dai greci Panormus (tutto porto) ha origini antichissime, i primi insediamenti di essere umani risalgono all’età preistorica, ma il primo stanziamento urbano risale al VIII secolo A.C con i Fenici, i primi ad amare la conca d’oro dove sorge Palermo, decisero di chiamare la città Zyz (fiore).

Da lì fu un susseguirsi di dominazioni, ma furono i Bizantini a portare a Palermo l’arte e il decoro, infatti, ritroviamo ancora gli intarsi marmorei e i mosaici dorati dell’epoca nella Cappella Palatina e nella Chiesa della Martorana.

Storicamente Palermo è una città che ti accoglie, ti avvolge e ti sfama. La cultura dell’accoglienza ha infatti origini antichissime, furono i Normanni che dopo l’invasione nel 1072, a capire l’importanza della convivialità e la condivisione. Il passaggio, infatti, non fu violento, anzi. Fu concesso a tutti, mercanti, artigiani e più in generale alla popolazione musulmana, di continuare a vivere e ad esercitare la propria professione. Chi all’epoca visitava Palermo, era impressionato dal fatto di trovarvi una popolazione composta da greci, longobardi, ebrei, slavi, berberi, persiani, tartari e neri sudanesi. La contaminazione, ancora oggi, è la forza di questa città, che la rende ospitale e cosmopolita, caratteristiche che pochi luoghi al mondo possono vantare.

Il mercato di Ballarò

In tour della città, inizia dal mercato storico di Ballarò, uno dei più antichi mercati di Palermo insieme a quello della Vucciria. La sua nascita risale probabilmente al X secolo, il nome Ballarò deriva dall’arabo suk-al-Bahlarà, nome del villaggio di Monreale da dove venivano i giardinieri islamici a vendere le loro merci. Come tutti i mercati è animato dalle cosiddette abbanniate, si tratta delle grida dei venditori che cercano di spingere i passanti a comprare la loro merce.

Mercato di Ballarò

“Si vucìa, s’abbannìa, Ballarò è magia”

Il mercato è uno dei posti migliori dove assaggiare le specialità dello street food Palermitano, il piatto più famoso è sicuramente u pani câ meusa, cioè il panino con la milza, ma troverete anche del pesce fresco cotto al momento, panini con panelle, cazzilli e crocchè, le arancine (rigorosamente femmine) e il mitico “sfincione”, un pane lievitato condito con salsa di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e formaggio. Passeggiare per le strade del mercato di Ballarò, permette anche di ammirare delle opere di street art. Ad esempio, l’inizio del mercato è segnato dalla scritta “Si vucìa, s’abbannìa, Ballarò è magia”. Con la street art, infatti, si sta tentando di riqualificare un quartiere storico e importantissimo per la città.

I quattro canti

I quattro canti.

La piazza dei quattro canti non è solo uno dei luoghi più belli della città, ma anche un punto di partenza per conoscere i quartieri più antichi. Su ogni facciata ci sono quattro elementi: una fontana che rappresenta uno dei fiumi che attraversavano anticamente la città; un’allegoria che rappresenta una delle stagioni; la statua di uno dei re spagnoli e la statua di una delle sante protettrici di Palermo. I quattro canti sono conosciuti anche come Teatro del Sole, l’appellativo è dato dall’esposizione dei palazzi al sole, almeno una facciata è sempre illuminata durante i 12 mesi dell’anno. Dai Quattro Canti si aprono quattro mandamenti, i quartieri storici di Palermo. C’è il mandamento dell’Albergheria, anche detto quartiere del Palazzo Reale, che conserva il nucleo più antico della città ; il mandamento del Capo, che ospita un mercato tradizionale da non perdere ; il mandamento della Loggia (anche detto di Castellammare) dove c’è il mercato della Vucciria. Il quarto mandamento è quello dei Tribunali, che i palermitani chiamano con il nome arabo di Kalsa.

Chiesa della Martorana

A due passi dai Quattro canti, troviamo la Chiesa della Martorana (o Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio) edificata nel 1143. Un vero gioiello nel centro storico della città, prima testimonianza del passaggio di diverse popolazioni in Sicilia.

Chiesa della Martorana

La Chiesa della Martorana nasconde un trionfo di mosaici e decorazioni, di notevole interesse sono i mosaici bizantini che ricoprono parte dell’interno e gli affreschi settecenteschi. L’armonica fusione di stili artistici che caratterizza l’architettura e le decorazioni della Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio la rende unica nella suo stile, ma anche per la sua funzione religiosa: rappresenta infatti il punto di riferimento per più di 15.000 fedeli albanesi di rito greco-bizantino presenti in Italia. La chiesa fa parte dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, diocesi cattolica di rito greco-bizantino.

La fontana Pretoria

(Piazza della vergogna)

Dopo la visita alla Chiesa della Martorana, ci dirigiamo verso un altro simbolo della città, la Fontana Pretoria, chiamata dai palermitani Piazza della Vergogna.

Fontana Pretoria (Piazza della Vergogna)

La storia della Fontana è molto interessante e controversa, era stata commissionata dalla famiglia Toledo a Francesco Camilliani per la loro villa fiorentina.  Una ventina di anni dopo però, a causa dei debiti della famiglia, la fontana venne venduta al senato palermitano. Questa spesa enorme, fatta in un momento in cui a Palermo regnavano miseria e carestia, rese in poco tempo il monumento il simbolo della corruzione e del malcostume, così la fontana si meritò l’appellativo di “Fontana della Vergogna”.
Ma in realtà le storie sull’origine di questo soprannome sono molteplici: una seconda versione fa risalire l’appellativo alle vicende delle suore del convento antistante, costrette a coprirsi il viso per non osservare la nudità delle statue.

La cattedrale di Palermo

Cattedrale di Palermo.

Inserita nei sette siti patrimonio dell’Unesco della “Palermo Arabo-Normanna” che vi consiglio di scoprire (https://arabonormannaunesco.it/), la Cattedrale di Palermo è uno dei monumenti simbolo della città.

La sua originalissima combinazione di stili, con elementi di arte greca, romana, araba, normanna, catalana e gotica, la rende unica al mondo.

Un’esperienza da non perdere, è la visita serale dei tetti della Cattedrale, dove è possibile ammirare Palermo dall’alto.

Palazzo Valguarnera-Gangi

Piazza Croce dei Vespri, 6, Palermo

Una visita imperdibile è sicuramente quella al Palazzo Valguarnera-Ganci, una residenza privata piena di fascino, nota per essere stata scelta dal regista Luchino Visconti come set per il suo celebre film Il Gattopardo. In uno dei suoi splendidi saloni è stata ambientata infatti, la scena del ballo fra Claudia Cardinale e Burt Lancaster. Il palazzo è una delle più importanti dimore nobiliari della Sicilia, capolavoro del rococò siciliano, gelosamente custodita dai discendenti della famiglia Valguarnera.

Oggi il palazzo è di proprietà dei Vanni Calvello principi di San Vincenzo ed è visitabile solo tramite prenotazione per gruppi non inferiori a 20 persone.

Per info :

palazzogangi@hotmail.com

Il Museo internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino”

Per vivere a pieno le tradizioni popolari dell’isola, è necessario visitare il “Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino”, custode delle tradizioni, con più di 4.000 pezzi, tra marionette, ombre, pupi siciliani e attrezzature sceniche. Il Museo è stato dichiarato dall’Unesco “Capolavoro del patrimonio immateriale e orale dell’Umanità”.

La storia del Museo è legata al suo fondatore, Antonio Pasqualino, scomparso nel 1995, medico chirurgo, antropologo e cultore della storia e delle tradizioni popolari della Sicilia.

Antonio Pasqualino dedicò la sua attività di ricerca a l’opera dei pupi, che sembrava ormai in declino e alle opere che narrano le Crociate e i Paladini di Francia, come Ludovico Ariosto, Matteo Maria  Boiardo e Torquato Tasso e sono un patrimonio cultura di inestimabile valore.

All’interno del museo potete trovare marionette da tutto il mondo : Paesi europei e dell’Estremo Oriente, Francia, la Spagna, la Thailandia, la Birmania, il Vietnam, e tanti altri. Ma la vera curiosità è che all’interno convivono le due scuole di “Pupari” molto diverse tra loro, quella Catanese e quella Palermitana. Ovviamente la guida ha precisato che essendo un museo internazionale dei pupi, non potevano escludere i compagni Catanesi, rimarcando la storica rivalità. È interessante scoprire che tra le due scuole esistono differenze nella fattura e nel movimento dei pupi, ma anche nelle storie raccontate, infatti vengono proposti due spettacoli differenti.

Ogni pomeriggio è possibile assistere allo spettacoli dei pupi, occasione imperdibile sia per adulti e bambini.

Piazza Antonio Pasqualino, 5, Palermo

https://www.museodellemarionette.it/

Prenotazioni, info, visite guidate :  tel. 091.328060

Palazzina dei Quattro Pizzi

La storia di Palermo si interseca inevitabilmente con la vita della famiglia Florio, imprenditori e mecenati, vissuti a Palermo negli anni a cavallo fra il XIX e il XX secolo, per questo vi consiglio di visitare la Palazzina Quattro Pizzi, per immergervi a pieno nelle vicende di questa straordinaria dinastia. La palazzina, acquistata nel 1830 da Vincenzo Florio, che ne commissionò la trasformazione all’amico e collaboratore Architetto Carlo Giachery, si trova all’arenella, un quartiere balneare della città, situato a nord del capoluogo siciliano, ai piedi del Monte Pellegrino. Il palazzo è l’unico edificio neogotico costituito da Giachery.

La palazzina, con la sua forma quadrangolare neogotica, così chiamata per le quattro guglie che la sovrastano, gode di una posizione privilegiata, è possibile godere di un panorama fantastico a picco sul mare.

Palazzina Quattro Pizzi.

https://casa-florio.business.site/

La prenotazione è obbligatoria.

 info@casaflorio.org

La spiaggia di Mondello

Per terminare in bellezza il nostro tour a Palermo, che ne dite di un bel tuffo nel mare di Mondello?

Modello, Palermo.

All’ombra del Monte Pellegrino, c’è una delle località più amate dai palermitani : la spiaggia di mondello. Sabbia bianca e un mare cristallino, sono queste le caratteristiche che la contraddistinguono e la rendono unica. Nei mesi estivi è molto frequentata, ci sono diversi stabilimenti balneari, ma anche una spiaggia libera dove è possibile prendere il sole. Lo stabilimento più importante e caratteristico è sicuramente il Charleston, una sorta di villa-palafitta che ospita un importante ristorante.

Charleston, Mondello.

E’ possibile raggiungere Mondello con la linea 806 in 55′ minuti, ha diverse fermate sparse per il centro cittadino. 

Dove mangiare

Streetfood :

Sfrigola • Via Maqueda, 223 Palermo

Che palle • Via Maqueda, 270 Palermo

Focacceria San Francesco • Via Alessandro Paternostro, 58 Palermo

Pani cà Meusa Porta Carbone •  Via Cala, 62, Palermo

#enjoyyourstayinpalermo

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